L'anno 1991 sicuramente sarà stato un anno dove sono successe tante cose, ma per noi è stato l'anno in cui sono nati i mitici "GATTI RANDAGI". Un po’ la noia di giocare nelle varie categorie minori (pochi), ma sopratutto la voglia e la passione di altri, spinsero un gruppo di amici di Barga a fondare questa squadra di calcio. La leggenda racconta che il nome fu scelto all’ultimo momento durante il tragitto per l’iscrizione al campionato UISP in quel di Pieve Fosciana, in molti cercano di accaparrarsi il merito o la disgrazia di tale scelta, ma tra le varie, la versione più accreditata è quella che attribuisce tale iniziativa a due storici fondatori… gli amici Roberto Conti e Maurizio Poli.

Caro Amico Gatto Randagio,
non era facile da immaginare qualche anno fa ma, grazie anche al tuo contributo, ci siamo arrivati… i Gatti Randagi quest’anno festeggiano il ventesimo compleanno!!! Crediamo che sia il caso di fare una grande festa bianco-verde con tutti quelli che hanno contribuito a far crescere, non solo una squadra di calcio, ma soprattutto un gruppo di Amici. Sarà una bellissima occasione per ritrovarsi a raccontare le mille storie che ci hanno visti protagonisti in questi venti anni. La tua presenza è fondamentale per la festa che si terrà presso lo stadio “J. Moscardini” di Barga sabato 11 giugno 2011.
Il programma va ancora definito nei dettagli, ma sicuramente ci sarà da: ore 16: indossare scarpe, calzoncini e la mitica maglia bianco-verde per una esibizione calcistica seguita da una piccola merenda; ore 20: mettere le gambe sotto il tavolino per cimentarsi nel nostro sport preferito.. mangiare e bere in compagnia, con un bel sottofondo musicale. Quindi come si dice in questi casi: l’atleta.. è convocato POSSIBILMENTE SOBRIO!!!
Abbiamo intenzione di allestire una piccola mostra, quindi sarebbe bello tirare fuori anche vecchi cimeli come foto, maglie, articoli di giornale ed altro che parlano dei nostri primi venti anni. Chiediamo anche qui il tuo aiuto, naturalmente sarà nostra cura restituire tutto il materiale che ci potrai mettere a disposizione.
Per questo non sono solo parole (anche se girano i coglioni a sta' in panchina!!!) quelle di presidente, mister, DS, etc., quando dicono che tutti siamo campioni e che tutti abbiamo costruito questa vittoria dal 1991 ad oggi. Vorrà dire qualcosa se abbiam sette vite, se tra il più vecchio e il più giovane ci sono quasi trent'anni, se ad ogni partita risuona l'inno, se la formazione è fatta da una bambina che non ha ancora l'età per la scuola materna, se il Presidente guarda la partita con l'ombrello di Hello Kitty, se il campo è "PERFETTO", se chi ha smesso di giocare "gioca" ancora in tribuna rischiando il divorzio ogni maledetto sabato, se il tuo compagno prende tre mesi di squalifica al posto tuo, se la sfilata di sabato 27 aprile 2013 aveva più macchine (ricordiamo al Gatto Rabbino di rimborsare la benzina al Gatto Professore) della migliore sfilata di Inter e Juve (via anche del Milan giù), se Barga detiene il record di consumo procapite di alcolici in Italia, se... se prima di tutto sei un Gatto Randagio nella testa e nel cuor, poi il resto vien da sè... come vincere il Campionato!!!
"Eh, già… sembrava la fine del mondo, ma siamo qua e non c'è niente che non va, non c'è niente da cambiare col cuore che batte più forte, la vita che va e non va..." Una citazione di Vasco ci sta sempre bene… Vi voglio raccontare una storia, faccia a faccia non ho mai avuto il coraggio, per questo scrivere credo che sia lo strumento a me più congeniale… La storia di un'avventura che è nata piano piano, sembra quasi una vacanza al termine di una stagione dura. L'aperitivo da 580 euro, il sushi del Nakke ed il bagno a culo nudo. Poi la prima partita e ci rendiamo conto che forse in questa avventura ci possiamo stare. Si parte male, ma il Pip, la sontuosa del Berto ed lo slalom speciale del Giova ci rimettono in gioco. È la giornata più dura, il pomeriggio quel cazzo di sole che ti picchia nella testa, ma il Pip ed il Giova ci fanno finire a punteggio pieno. Quindi il bagno, questa volta con il costume e per festeggiare bruciamo 1121,20 euro di paella. La seconda giornata parte soft, con una partita che conta poco, ma che dominiamo in lungo e largo, è la volta del Mario con una bella parata, del Barba, ancora il Pip ed il Pittore a portare a casa il risultato. La semifinale è da cardiopalmo, andiamo sotto, ma il Pip ci rimette in parità. I rigori sono infiniti, ma il Nero e le uniche parate del Mela ci portano in Finale. La finale è il giusto premio per un gruppo indescrivibile, lo stadio, la presentazione dei giocatori, l'inno nazionale, il Pip fa due gol, assaporiamo il gusto di un sogno, a casa c'è un intero paese che ci spinge, poi purtroppo ci risvegliamo dal sogno, è un risveglio brusco, ma siamo consapevoli di aver fatto tutto il possibile, restando quello che siamo, coerenti con la nostra filosofia. Il viaggio di ritorno è come al rallentatore, riaffiorano i ricordi, le scene, le frasi, poi giriamo quell'ultima curva, il Presidente, il Paolo ed il Mauro a fare da scorta ed il sogno è di nuovo davanti a noi. Le nostre famiglie sono lì, bimbi, mogli, genitori, amici che non sono potuti venire ci fanno sentire orgogliosi di quello che abbiamo fatto. Scendo dal pullman, con la coppa in mano, nodo in gola... Sembrava la fine del mondo, ma siamo qua e non c'è niente che non va, non c'è niente da cambiare col cuore che batte più forte!! Perché il Gatto non molla ed in piedi sempre sta!!
Incredibile.. è la parola che più volte ho detto e pensato nella nostra trasferta scozzese. L'ho pensato già prima di partire, organizzare una trasferta in Scozia per una squadra di amatori è già di per sé una cosa difficile, ma avere un gruppo di 38 persone è stato veramente il massimo. Un gruppo di amici, composto dai fondatori agli ultimi Gatti arrivati, che unisce in modo fraterno giovani di venticinque anni e meno giovani di cinquant'anni. Entrare al Celtic Park, che loro non a caso chiamano "The Paradise", e sentire il nostro inno che risuona in tutto lo stadio è stato meraviglioso. Ma ancora di più lo è stato, aver la possibilità di rappresentare i miei amici davanti all'Amministratore Delegato del Celtic, Peter Lawwell, facendogli vedere il nostro libro ed una foto della nostra favolosa squadra che veste le "Hoops", vedere la sua faccia meravigliata e sentirlo chiedere ulteriori informazioni. Sentire poi leggende come Bobby Lennox e Bertie Auld, due dei famosi Lisbon Lions che vinsero la Coppa dei Campioni nel 1967, dire "well done Bhoys" quando hanno saputo che da venticinque anni vestiamo il biancoverde del Celtic mi ha fatto venire la pelle d'oca. Ringrazio il caso che non mi ha fatto essere sulle tribune tutte le volte che è passato il saluto del Celtic ai Gatti Randagi sul tabellone dello stadio davanti a sessantamila spettatori, quello sarebbe stato troppo, non credo che avrei retto l'emozione. In compenso ero "solamente" nella sala dei trofei del Celtic ed anche lì è passato sugli schermi il messaggio, davanti ai massimi dirigenti ed esponenti del Celtic. Ma la cosa che mi ha reso più orgoglioso è stato vedervi felici, uniti, sereni in questi tre giorni insieme, rispondere con una ovazione ad ogni mio gesto, io in tribuna d'onore, voi sugli spalti di Parkhead.. semplicemente unbelievable!!








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